-LA CORSA CRUDELE-


Dal libro -Los Caprichos de la Luna- I Capricci della luna di Maria Teresa SANTALUCIA SCIBONA.

Tradotto da Emilio COCO Prologo di Marcello FALLETTI DI VILLAFALLETTO


il testo -LA CORSA CRUDELE- dedicato all'Attore senese, noto ed affermato VINCENZO BOCCIARELLI


Segue il testo

LA CORSA CRUDELE

a Vincenzo Bocciarelli, attore.

Ardita, elegante, s’innalza
la Torre d’avvistamento,
risplende algida, sospesa
in celestiale atmosfera,
a difendere e tutelare
dalle guelfe invasioni
la sua gente senese.

Di secolo in secolo,
anela sfidare la sorte,
insegue l’insaziata gloria.
Si rinnova lo spirito e la vita
con le dispute accese dei rioni,
nella terra consacrata a Maria.
Dall’alto Lei, veglia cattivi e buoni.

Celata nell’involontaria
clausura da turpe malattia,
come stoppino liso, rabberciato,
ancora non mi arrendo.
Galoppa sfrenato il mio cuore,
impavido affronta la curva
a gomito, sbatte nei materassi,

si riprende, schiva il colonnino.
Simile ad un fantino, sfreccia
sul tufo compresso, calpestato;
Inatteso bersaglio, la nerbata
lo colpisce, con smorfie di dolore.

Rallenta per un istante la corsa,
azzarda il rischio di un sorpasso
con rabbioso furore si aggiudica
l’ambito Cencio, simbolo di patti
violabili sino alla mossa.
Mentre il mortaretto di colpo sbotta,
il cuore sorride trionfante.

Siena, giovedì 31 marzo 2011



LA CARRERA CRUEL

a Vincenzo Bocciarelli, attore.

Osada, elegante, se eleva
la Torre de avistamiento,
resplandece álgida, suspendida
en celestial atmósfera,
para defender y salvaguardar
de las güelfas invasiones
a su gente sienesa.

De siglo en siglo,
anhela desafiar la suerte,
persigue la insaciada gloria.
Se renuevan el espíritu y la vida
con las disputas encendidas de los barrios,
en la tierra consagrada a María.
Desde lo alto Ella vela por los buenos y los malos.

Ocultada en la involuntaria
clausura por una deleznable enfermedad,
como mecha gastada, arreglada,
aún no me rindo.
galopa desenfrenada mi corazón,,
impávido afronta la curva
cerrada, choca contra los colchones,

se recupera, esquva la columna.
Igual que un yóquey, va flechado
por la toba comprimida, pisoteada;
inesperado blanco, el latigazo
lo alcanza, con muecas de dolor.

Ralentiza por un instante la carrera,
efectua un adelantamiento arriesgado
con rabioso furor se adjudica
el codiciado Palio, símbolo de pactos
violables hasta la jugada.
Mientras el triquitraque súbitamente estalla,
el corazón sonríe triunfante.

Siena, jueves 31 de marzo de 2011
MARIA TERESA SANTALUCIA SCIBONA





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