pag.3 e 4, SATANA TENTA GIOBBE


Ancora dal Poemetto in versi GIOBBE
pag.3 e 4. -SATANA TENTA GIOBBE-
di
MARIA TERESA SANTALUCIA SCIBONA
Siena, domenica 7 agosto 2016. continua.



SATANA TENTA GIOBBE


La chiara luce splendeva sui volti
nel venerare l’eterno Fattore.
Gli angeli s’adunarono volando
presso il trono della celeste Reggia.
Nel cielo s’udivano alate voci.
Con loro s’infiltrò Satana scaltro
e si nascose dietro i Cherubini.
“Perverso figlio di nere tenebre
donde vieni ? L’apostrofò il Signore.
Gli rispose mellifluo il tentatore,
stridendo con forza i denti malvagi.
“ Su velieri arditi, gonfi di vento,
peregrinai per l’assolata terra,
visitando pagani templi, cupe
rocche, ruderi di antiche città.
Mi accolsero depravate fanciulle,
meretrici, smodati peccatori,
tiranni ingiusti, biechi criminali
anime perse a me predestinate.”


pag.4


L’ Altissimo domandò perentorio:-
“Qual’altra perfidia stai maturando ?
Ponesti il guardo funesto su Giobbe,
onesto e scrupoloso servitore,
alieno da malizia e dagli inganni.?”
E satana invidioso a lui mirando,
concepì tosto il sinistro disegno.
” E’ bene che il fidente non si salvi
e nessuno strapperà la mia preda.”
Nell’animo albergava la doppiezza
e con furbizia sussurrò all’Eterno :-
“ Forse il diletto Ti teme per nulla ?
Poiché rendesti lievi i molti affanni
e cingesti con protettiva siepe
i grassi armenti e gli ubertosi campi.


MARIA TERESA SANTALUCIA SCIBONA ******

Siena, domenica 7 agosto 2016. Continua.




Articolo tratto da: Scibona - http://www.scibona.org
URL di riferimento: http://www.scibona.org/index.php?mod=read&id=1470558174