" IL PANE QUOTIDIANO"


Con gli incerti tempi che stiamo vivendo, è consolante
ripensare ai temibili anni di guerra, quando ritenevamo
prelibata una fetta bagnata di pane, ricoperta di zucchero.
Era il 1943, la mamma si privava di qualche oggetto prezioso, e rischiava la vita , per andare in bicletta fino a Costalpino, a barattare una pagnotta per sfamarci ......

" IL PANE QUOTIDIANO "

dal volume: " I GIORNI DEL DESIDERIO"
Prefazione di GABRIELLA SOBRINO
Piovan Editore 1998,

IL PANE QUOTIDIANO

E venne il tempo della mietitura.
Sul pianoro drappeggiato di sole
l’estate esibiva i suoi colori.
Lo spirito nomade del vento
inseguiva il gesto solenne
della falce.
Le spighe turgide, mature
strappate dal grembo fecondo
della terra furono sguarnite
di semi. Sotto la macina possente
perirono schiere compatte di grano
e ne sgorgò friabile farina.

La donna con riti millenari,
mescolò lievito e lacrime
al ricordo di un tenero amore
sbiadito fra il rosso dei papaveri.
L’ardito calore del forno
circuì la crosta levigata
e la fragranza tepida
del frutto della vita addolcì
la fatica dell’uomo.

M.Teresa Santalucia Scibona

Dal Volume “I Giorni del desiderio” (1988),
prefazione di Gabriella Sobrino –
Piovan Editore – Abano Terme


The Daily Bread

Harvest time arrived.
On the sun drenched plain
Summer displayed his colours.
The wandering nature of the wind
Chased the solemn gesture
Of the scythe.
The ripe swollen ears of corn
Torn from the fertile bosom
Of the earth were stripped
Of their seeds. Under the powerful grinder
The mass of grain dies
And from it flows the fluffy flour.
The woman of the mill
Blended yeast with tears
With the memory of a tender love
Faded amongst the red poppies.
The daring heat of the oven
Takes in the flawless crust
And the warm smell
Of the fruit of life mellowed
The toil of man.

Maria Teresa Santalucia Scibona


Translated by Eddie Reilly







Articolo tratto da: Scibona - http://www.scibona.org
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