JERUSALEM


Il testo è stato composto da un ventennio e da allora la situazione mi sembra persino peggiorata.
La figlia di Sion, "Stendardo per i popoli ",è la patria di tutte le anime. Il profeta Isaia ci assicura che "...non si chiamerà più - l'Abbandonata -né la (sua) terra sarà detta - Solinga - (62,4) Noi, uomini di buona volontà, non dobbiamo perdere la speranza che, sulle sue bianche cupole brilli presto la fiaccola scintillante della pace.

JERUSALEM


“ Vivere si potrebbe solo che non
ti lasciano campare”.
(Motto yddish)

Sull’arido lembo di terra,
ambito scacchiere d’ intrighi bizantini
piangono con disperata gravità
le donne di Sion.
Sciamano alla “città vecchia”
turisti imbottiti di dollari
fra il ciarpame accatastato dei bazar
e il piancito consunto del Santo Sepolcro.
Nel fulvo tramonto che arrossa
le nude colline di Moab
si sperde lo stridulo richiamo
del venditore di focacce al sesamo.
Il rabbino cantilenando
recita salmi e vagheggia
un segno di speranza
per la sua terra smembrata.
Jerusalem patria dell’anima,
forziere di manoscritti miniati,
teca dorata di reliquie millenarie
scivola nel letargo occidentale
il grido sfocato dei tuoi figli uccisi.

Siena,1984

M.Teresa Santalucia Scibona

Dal volume: “I giorni del desiderio “.


Articolo tratto da: Scibona - http://www.scibona.org
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