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<!DOCTYPE fn:news SYSTEM "http://flatnuke.sourceforge.net/dtd/news.dtd">
<fn:news xmlns:fn="http://flatnuke.sourceforge.net/news">
	<fn:title>" IL VERO E IL FALSO"</fn:title>
	<fn:avatar>poesie.png</fn:avatar>
	<fn:reads>274</fn:reads>
	<fn:header> Anche oggi, l'evoluzione sentimentale dell'uomo è relativa, se ancora troppi delitti vengono perpetrati per<br>l'ossessiva gelosia; con la fallacel illusione che si  riesca a possedere il corpo e l'anima della donna!<br><br>Segue il testo, dedicato all'attore <b>Giorgio Albertazzi</b>, sempre ammirato e assai fugacemente conosciuto....</fn:header>
	<fn:body>                                         <b>     IL VERO E IL FALSO</b><br>                                                                    <br>                                                                        (<b> a Giorgio Albertazzi</b> )                                                                      <br>      <br>                                                <i>      “ Ella ti amava barbaro di un Moro” </i><br>                                                             <b>  Shakespeare - Otello Atto V°</b><br><br>                                            Chi sei tu veramente<br>                                            che tramuti l’animo e il volto<br>                                            nei molti personaggi che dispieghi ?<br>                                            Oh lo sai bene il potere reale<br>                                            che traduce il suono levigato <br>                                            della tua voce e l’enfasi del gesto...<br>                                            Dunque, di volta in volta rinnovi<br>                                            l’esaltante malia di un “alter ego”<br>                                            e ne impersoni i tormentati patemi<br>                                            e le arcane chimere.<br>                                            Ma, solo tu nelle infinite metamorfosi,<br>                                            sai dove s’arresta l’inganno.<br>                                            La realtà esiste solo in un certo <br>                                            momento e in un certo luogo.<br>                                            Forse ti celi nel rovente delirio<br>                                            di Amleto così cupo e vago<br>                                            come la selva inesplorata <br>                                            della sua follia.<br>	<br>	<br>	          T’assale il demone trainante<br>	e possessivo del Moro di Venezia.<br>	Nel buio compatto che distorce <br>	le cose, il fremito oscuro della folla<br>	           ti pervade. Grava sulla scena <br>	           una calma innaturale, <br>	           un silenzio d’attesa.<br>	           Già l’infelice Otello naviga solitario<br>	           fra i neri flutti dell’ira,<br>	           già l’intreccio fluido dei sentimenti<br>	           lascia in gola il sapore incerto <br>	           della paura.<br>	           S’abbruna lo spirito geloso<br>	           che la peste del dubbio scompagina.<br>	           Tu che non concedi benefici<br>	           di perdono, sfoga i repressi<br>	           rancori sulla vittima innocente.<br>	 <br>	<br>	                            			            Orsù non esitare,<br>	            l’alibi della vendetta è pronto.<br>	           Ti seguono attente le ingenue<br>	            pupille senza rimorso<br>	            e consumano con te, <br>	            l’atto irrevocabile della morte.<br>	            L’istinto delle passioni <br>	            disconosce l’etica,<br>	            un simulacro di bugie<br>	            giustifica il delitto.<br>	            Ora il pallido fiore di Desdemona<br>	            emerge avvizzito nel rosso<br>	            porpora delle coltri.<br>	            Il rito d’amore sacrificale<br>	            è compiuto, l’onta della vergogna                 <br>                                            punita. Ma vana è l’illusione<br>                                            che distruggendo qualcosa<br>                                            la si possieda per sempre.<br>        <br>             Siena, 1987<br>                                        <b>  M. Teresa Santalucia Scibona </b><br><br>Dal volume “<b> L’Amore Imperfetto</b>”- 2003- prefazione di <b> Neuro Bonifazi</b><br>                                                       Helicon Edizioni  (Ar)<br><br></fn:body>
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