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Read Relazione su"Codice Interiore". P..Alfredo Scarciglia
testimonianze_critiche.pngSiena,venerdì 19 ottobre 2012. Sala Consiliare Chiostro di San Domenico. Relazione del Rev.do Padre Alfredo SCARCIGLIA, sul volume poetico di Maria Teresa SANTALUCIA SCIBONA." CODICE INTERIORE", Ed.Cantagalli Si..Prefazione del Prof. ALESSANDRO FO. Docente di lingua latina Università di Siena, - Introduzione di S.E. Mons. ANTONIO RIBOLDI. Vescovo Emerito di Acerra (Na).In Copertina il dipinto della Pittrice Paola IMPOSIMATO.

Relazione di Padre Alfredo Scarciglia O. P.
Presentazione del volume di versi di Maria Teresa Scibona “Codice Interiore”2012, Cantagalli Si. Siena, Sala Consiliare Chiostro di San Domenico, venerdì 19 ottobre 2012, ore 17.30.


In un incontro con il clero della Diocesi di Roma (2 – III -2006), rispondendo a una domanda circa lo spazio da dare alle donne nella Chiesa, Benedetto XVI ha affermato che non si può immaginare il governo della Chiesa senza il contributo femminile sia del passato sia del presente ed ha aggiunto “ La Chiesa ha un grande debito di ringraziamento per le donne". In questi ultimi quarant’anni, bisogna dire che la Chiesa ha riconosciuto questo contributo per il fatto che ben quattro sono le donne inscritte nel catalogo dei Dottori della Chiesa. L’ultima è Ildegarda di Bingen proclamata dottore della Chiesa universale il 7 ottobre 2012.
Tre invece, sono sempre le donne dichiarate Compatrone d’Europa, di cui una è anche Patrona d’Italia oltre che Dottore della Chiesa, la nostra Santa Caterina. E un debito di ringraziamento è dovuto anche per la Poesia al femminile a partire dai tempi lontanissimi fino ai nostri giorni.
Penso in modo particolare al 900 fino ad arrivare a noi, a grandi nomi della poesia italiana, per quest’occasione ho scelto solo alcuni nomi tra i tanti per farvi avere un’idea del genio femminile: Antonia Pozzi ( 1912-1938 ) Cristina Campo (1923 -1977) Alda Merini (1931-2009) fino a Maria Teresa Santalucia Scibona. Con la raccolta di liriche dal titolo “ Codice Interiore” edito da Cantagalli, stampato nel maggio del 2012 a Siena, il libro si presenta con una introduzione colma di gratitudine da parte di Monsignor Antonio Riboldi e con una prestigiosa prefazione del Prof. Alessandro Fo. Ma vediamo brevemente queste donne: Antonia Pozzi milanese, a soli 26 anni lascia volontariamente la vita. La parola poetica di Antonia non è astrazione, uno sfogo fine a se stesso, ma un modo per penetrare nella vita, nelle sue gioie e nei suoi dolori, in definitiva dentro se stessa. Dirà: “ Vivo delle poesia come le vene nel sangue”. Cristina Campo bolognese, donna complessa, forte e fragile al tempo stesso, amante della solitudine che però la fa soffrire, dirà :- “ Tutta la mia forza è la mia solitudine, il mio andarmene sola per questi luoghi, la libertà come un coltello tra identi”.
. Molti furono gli intellettuali che gravitarono intorno a Cristina, da Margherita Guidacci al nostro Mario Luzi, ecc. ecc. Come Maria Teresa Santalucia Scibona, che predilige il culto della parola.

Alda Merini, milanese, è stata una delle voci più potenti e prolifiche della poesia contemporanea. E’ una poesia quella della Merini che sgorga dall’emozione improvvisa e violenta. Una scrittura nata di getto, sull’onda del pensiero che si fa man mano sempre più astratto, simbolico. Come si può notare sono tutte donne diverse, eppure legate dal filo misterioso della poesia. Bisogna dire pertanto che ogni poesia è misteriosa: nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere (Borges).
. Come misteriose sono le pagine di “ Codice Interiore ” o meglio il codice interiore di queste misteriose pagine. Infatti leggendolo, troverete che è tutto attraversato dal “ grande Codice ” che è la Bibbia, pertanto mi sia concesso di citare la Parola Sacra:- “ Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto il letto, ma la pone sul candelabro, perché chi entra veda la luce ”. (Lc . 8,16). E’ davvero significativo come in questi tremendi e meravigliosi, siano i poeti a traghettarci in quel movimento alto, verticale, luminoso, attraverso la parola poetica religiosa, sacra, assurgendo a profezia. E’ per questo che scrittura sacra e poesia tendono all’Altro e all’Oltre. ( Gianfranco Ravasi ) . In questo modo il poeta permette a molti di accostarsi alla speranza. Non traspare forse proprio la speranza in questi versi della nostra Poetessa ? “ … Contusa, affaticata /ma non vinta./ Avrò mia ricompensa / sulla vetta e felice / sarò di aver sofferto”.
Il Codice Interiore di Maria Teresa comincia con la Meta e si conclude con la meta. Cioè quello d’essere :- “Accanto a Te, Signore”. Non è forse il posto a cui tutti aspiriamo? Ma questo libro, come ogni codice va decifrato, per trovare al suo interno, la cifra necessaria, il senso, la misura, il suono, lo spazio su cui Dio ci parla.

Nel centro del codice come colonna vertebrale si trova il ” Paradiso perduto”, col racconto genesiaco, Che in fondo è la nostra storia. La storia del perduto Amore a causa del peccato e ognuno di noi come Maria Teresa porta con sé la nostalgia del giardino. Come diceva Lichacev:- “ Il giardino è un frammento dell’ Universo ”. Ecco perché la nostalgia ci accompagna sempre ed è a causa di questo che Maria Teresa pone subito dopo la bella lirica: “Preghiera”, che si fa notare, ci fa notare proprio come la stessa: “ …penetra, sgorga dimora.."
Sfogliando il “ Codice” c’è il grande incontro con Colei che è l’Onnipotente per grazia: “ Maria Madre della Misericordia” e si rimane estasiati di fronte a quel “ …. Mi sia materno dono / la mutua vicinanza/ di eletti spiriti / e una interiorità combattiva …“ e nello stesso tempo si rimane impietriti di fronte “… al peso dell’essere …”. A tutto ciò fa eco “ La ricerca della giustizia” che diventa forte richiamo di un’altra grande poetessa: Emily Dikinson, quando dice che ” la verità è una cosa rara, talmente rara che è un piacere dirla.” Ma mi sia permesso dire che Maria Teresa và oltre la Dikinson perché la nostra dice
: “... Alta si proclami la verità,/ pura e splendente come l’oro di Ofir. / Liberi dalle trame dagli iniqui / da codarde omertà, sarà un ritorno / dalla morte alla vita. “ E poi il Salmo 138. “ A Te sia lode con tutta me stessa,/ in si fragile carne e tarda mente / …” Grazie perché qui scrivi non solo di te stessa ma dell’umano andare, di tutti noi e tutti insieme arriveremo alla meta: “ Accanto a Te, Signore”. Lirica questa che chiude la raccolta. Maria Teresa come ape laboriosa e sapiente ha cristallizzato e sigillato con cera aulentissima, il miele della Redenzione, raccolto nell’arnia di questi versi dolcissimi per offrirli a tutti noi. Eccoli: “… Il frumento nei campi già matura / splendon le rose mosse dalla brezza. / Vogliamo festeggiarti o Crocifisso / ognun ripone in Te la sua salvezza. “

Venerdì, 19 ottobre 2012. Sala Consiliare Chiostro di San Domenico, Siena. P. Alfredo Scarciglia o. p
Nota scritta a penna: Alla carissima Maria Teresa Santalucia Scibona con stima e fraternità.
P. Alfredo Scarciglia 19-X -2012





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