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Read BEDDAMATRI PALERMO!
eventi_letterari.png Per gentile concessione del Direttore del Portale
" Siciliainformazioni", Sez LIBRIAMO , trascrivo l'acuta e ironica recensione sul simpatico volume BEDDAMATRIPALERMO! Edito da Di Girolamo Ultima fatica del valido scrittore e carissimo amico < br> ANTONiNO CANGEMI
auspicandogli il più lusinghiero successo,

Lunedì 25 novembre alla Feltrinelli di Palermo (ore 17,45) sono di scena i palermitani e la loro città, visti con la lente dell’ironia. Augusto Cavadi e Gianni Nanfa presentano assieme all’autore, Antonino Cangemi, “Beddamatri Palermo!”. Il libro, edito da di Girolamo, già dal titolo si presenta accattivante. Sul retro di copertina si legge: ‹‹ I palermitani di solito sono tranquilli, ma quando jeccanu vuci lassù, nell’alto dei cieli, gli Dei, che mai li hanno amati, si apparasianu pi u scantu ed esclamano: Beddamatri Palermo!››. Gli Dei dunque, secondo Cangemi – autore eclettico che alterna saggi scientifici a scritti umoristici – temono Palermo e i palermitani, sono intimiditi dalla loro chiassosa estroversione. D’altra parte che Palermo fosse una città “terribile” lo si sapeva sin dal finire dell’Ottocento: De Amicis così la definisce in una retorica pagina di “Cuore” che esalta la patria. Se Firenze è “gentile”, Bologna “dotta”, Roma “meravigliosa ed eterna”, Palermo è “terribile”. La “terribile Palermo” ritorna nel gustoso libro di Cangemi che, attraverso fatti di cronaca conditi di umorismo, passa al setaccio una città piena di problemi non risparmiando frecciate, spesso velenose, ad amministratori incapaci e ai parassiti di “Cosa Nostra” ( “i quaquaraquà di ‘Cosa Inutile’ ). Palermo, nell’”analisi” di Cangemi, detiene tanti record: è la città in cui si passano più ore dentro le auto, tanto da apparire una gigantesca pista di autoscontri, produce monnezza come poche, strategicamente piazzata attorno ai monumenti per esaltarne nel contrasto la bellezza, è piena di centri “culturali” creati dai politici per coltivare le clientele, ha una metropolitana originalissima per lentezza e per le poche stazioni in superficie frequentate, perché deserte, da coppiette amorose – finalizzata più che a favorire gli spostamenti a riprodurre la specie (palermitana) -, ha circoli ricreativi chiamati “Pronto Soccorso” dove i pazienti giocano a carte scommettendo su chi verrà visitato dopo. Ed è una città unica anche per la presenza dei palermitani, speciali per fantasia, arte di arrangiarsi, capacità di adattamento alla precarietà, refrattarietà alle regole, senso dell’umorismo. Il loro estro emerge pure dal linguaggio, colorito ed espressivo: sui modi di dire tipicamente palermitani, – quali, ad esempio, “Vuol diri nenti”, “Vali quantu n’arancia di cartasi” – è dedicato uno spassoso capitolo. Quella di Cangemi in “Beddamatri Palermo!” è satira di costume e politica che si riallaccia, per l’aggancio alla cronaca, alla tradizione dei corsivi giornalistici: si pensi soprattutto a Fortebraccio o al “Controcorrente” di Montanelli. Le battute fulminee graffiano e suscitano un sorriso a volte amaro. D’altra parte l’autore da giovane ha collaborato proprio con Montanelli per la rubrica, tanto cara al padre del giornalismo italiano, “Controcorrente”. L’umorismo di Cangemi è però ravvivato da coloriture dialettali. Il rimarcare, seppure in modo divertente, i difetti e i vizi dei palermitani svela un disamore per Palermo? Non si direbbe, perché le spigolature di “Beddamatri Palermo!” sottendono un richiamo civile a risanare le molte cicatrici di una città oggi infelice. Non diceva Borsellino “Palermo non mi piace, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”



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