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Read Recensione di " Codice Interiore ".
testimonianze_critiche.pngRingrazio vivamente l'amabile amico Professor VINCENZO GUARRACINO, noto critico letterario,
componente della Giuria del Premio Int.le di Poesia di Camaiore,
per la valida recensione sul mio libro
" Codice Interiore" 2012 Cantagalli Editore (Si), prefazione del Professor ALESSANDRO FO. Docente di Lingua Latina Università di Siena, Introduzione di S.E. Mons. ANTONIO RIBOLDI. Vescovo Emerito di Acerra (Na).Copertina dipinta dalla pittrice PAOLA IMPOSIMATO

Recensione del Prof. Vincenzo Guarracino , critico letterario, componente della Giuria del Premio Int.le di Poesia di Camaiore

SCIBONACodice interiore


È intriso di dolore e di spiritualità, Codice interiore di Maria Teresa Scibona. Di un dolore, che “mette a nudo l’anima”, come rivela in Nostalgia di Padre Pio, ed è vissuto con creaturale devozione, giorno per giorno, attraverso parole benedicenti, nella serena coscienza del proprio “limite terreno” e nell’accettazione del suo carico di miserie,riflettendo una sapienza antica, da giusto “perseguitato” eppure tetragono e paziente: un dono e un pegno, dunque, una “milizia”, nella prospettiva di una futura Felicità.
“Del Divino Ingegnere / vorrei essere / l’amata sigaretta. // Estinguendomi in Lui / per compiacerLo, / riarsa d’amore / e consumata tutta”: è qui il segreto di questa scrittura, in questa volontà di vivere il tempo della propria consunzione come esperienza di verità, come Mistero che prepara una parusia luminosa. “Soltanto chi soffre possiede / la chiave d’oro della conoscenza”, dice in Il tempo del dolore, un testo molto significativo fin dal titolo, in cui colpisce proprio nel distico citato non solo ciò che dice ma il modo come lo dice, ossia nell’abissale enjambement, che isola e assolutizza il verbo in una massima staccandolo del suo oggetto e ingigantendo l’idea della sofferenza come un autentico, il più vero, acquisto e un possesso. “Soltanto chi soffre possiede”: una degnità da Discorso della Montagna, da Cantico delle Creature.
Così, nel segno di una ininterrotta allocuzione, che si tramuta in fervida preghiera, trova voce un’ansia, se non capire (cosa c’è da capire per il cristiano?), di contemplare e auscultare il battito segreto delle cose e della vita, conservando un’attitudine di attesa e di attenzione, nell’interrogazione di ciò che fonda l’io del poeta e il suo modo di stare nel mondo, la “disciplina / interiore”, attraverso cui sperimenta un contatto autentico e profondo con il reale (paesaggi, eventi, persone), così da coglierne ed esaltarne “con l’immaginazione / ogni minima postilla d’amore” (Il tempo del dolore).

19 settembre 2013,
VINCENZO GUARRACINO





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