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Read Prof.Jean Sur scrittore,
eventi_letterari.pngIl contenuto della seconda lettera del mio caro amico, lo scrittore parigino Jean Sur,
mi sembra ancora valida e pertinente ai difficili eventi che stiamo vivendo. (Lui aveva anche postato nel suo interessante sito:-
" Résurgences", una lusinghiera critica letteraria sul mio volume poetico
"Le temps Suspendu et la Vie Assise" Prospettiva Ed. 2002


segue la II° lettera del 27 settembre 2004.

Siena, 27 settembre 2004

Gentile Prof.Jean Sur,


ricevere una Sua lettera costituisce per me una vera gioia, ma il dovermi rispondere, non deve mai rappresentare per Lei un cruccio o un gravoso impegno.
La nostra bella amicizia che lievita per reciproca stima, è libera da barriere spazio – temporali e vive per la genuina qualità del rapporto e non sulla quantità dell’incontro…anche se tale evento sarebbe piacevolissimo.
Con la vita frenetica, alla quale si è sottoposto in questi mesi di lunghi viaggi, apprezzo tantissimo il sacrificio e la sua grande gentilezza di ritagliare
anche il tempo per farmi pervenire Sue gradite notizie.
Del resto, come paziente per antonomasia, sono abituata ad aspettare, perciò in tal senso, non si ponga nessun tipo di problema.
Le domande che mi pone sul ruolo femminile sono complesse e meriterebbero un ponderato approfondimento. Ciò che dirò sarà invece sintetico e lacunoso..
Pur essendo figlia del mio tempo, l’educazione severa del collegio mi ha plasmato, mi ha reso interiormente libera, ma battagliera.
Non sopporto l’enorme egoismo e le macroscopiche ingiustizie dell’attuale società dei consumi e dell’immagine, che ha messo alle corde ogni gerarchia dei valori.
Spesso mi sento come un solitario salmone che tenta invano di risalire la corrente e annaspa come può, per non farsi travolgere.
In ogni epoca, il ruolo della donna, che per sua natura è portatrice di vita e di amore, è stato determinante.
Anche oggi vi sono delle donne meravigliose, come la giornalista israeliana Emanuela Dviri
( che ho conosciuto il 24 agosto u.s. alla 75° edizione del Premio Letterario “Viareggio Répaci”).
Lei e la palestinese Suad Amiry , hanno vinto il Premio Internazionale “Versilia”, perché da anni sono impegnate per la fine delle ostilità fra i loro popoli.
Nella guerra duratura e crudele, Emanuela ha perso un figlio, da allora per superare il dolore, ha fondato una associazione umanitaria che ha già curato ottocento bambini palestinesi negli ospedali israeliani. Nei quali, medici dei due popoli lavorano fianco a fianco per strappare alla morte questi bimbi innocenti, orrendamente mutilati.
E’ giusto che la donna realizzi le sue aspirazioni, ma in ogni carriera che intraprenda, deve sempre far prevalere il suo generoso istinto materno ed amorevole; con tale atteggiamento squisitamente naturale e congeniale, l’attuale situazione caotica ne trarrebbe molti vantaggi.
Ritengo la famiglia con sani e retti principi, un nucleo formativo ed ambientale insostituibile per allevare i figli che, (come le tenere piante) hanno bisogno di luce, calore e di un fermo sostegno per crescere dritte.
La mamma nel senso più alto del termine, nei primi anni di vita del bimbo, col suo amore disinteressato, costituisce un punto di riferimento e di orientamento ineludibile ed ottimale.
E se vogliamo che la nostra dissestata società non vada alla deriva, dovremmo ripartire da quel generoso amore profuso e da quei valori etici che
ci hanno trasmesso i nostri genitori.
Valori che non contemplano la corsa sfrenata al consumismo, al dio denaro, allo smodato potere che calpesti gli altri. Ma un doveroso rispetto per ogni essere umano, la cui dignità rimane intangibile anche se diverso, povero od emarginato.
Gentile professore, forse quello che auspico, Le sembrerà antiquato, retorico e alquanto improponibile oggi.
Ma, essendo da tempo vedova e malata (mio marito era professore di matematica e fisica e preside di un Istituto Tecnico), ho cercato di inculcare ai miei
ragazzi, tali principi. Ho dato loro una casa dignitosa, una istruzione e anche se non ho potuto garantirgli l’agiatezza sperata, o posti di lavoro adeguati alle più rosee aspettative, ho dedicato loro tutto il mio amore.
I miei figli sono molto uniti e sereni, sono anche onesti, affidabili, educati.
Il dovermi assistere e l’aver condiviso così a lungo pesanti sacrifici, li ha resi autonomi e preparati alle improvvise burrasche della vita.
Mai come oggi senza certezze e con un vago futuro, il mestiere di genitore è divenuto difficile ed è impossibile non commettere sbagli.
Ho insegnato loro, che la vita di ognuno è un dono unico ed irripetibile e quindi non va buttato via, anche perché niente è nostro per sempre e tutto ci è stato dato in prestito e per un numero imprecisato di anni.
Inoltre, tutto è aleatorio ed in continua mutazione. Mi fanno ridere i nostri politici quando agiscono come se fossero eterni…
Rifletto spesso sul profondo significato di una frase di che mi piace molto:- “ Non ha il senso vero della vita, chi non abbia il senso vero della morte.”. Perché allora essere così egoisti e cattivi col prossimo, se la nostra esistenza è solo un soffio?
Mi scuso se invece di sintetizzare i pensieri, sono stata noiosamente prolissa, forse senza approdare a nulla di valido e di risolutivo.
Non ricordo se Le ho già dato il mio ultimo libro di poesie “ L’amore imperfetto” , Helicon Ed. se invece Le manca, sarà un piacere spedirglielo.
In esso ho evidenziato le aspettative della donna, spesso incomprese ed eluse, nel rapporto amoroso con l’altra metà del cielo.
Le farà piacere sapere che molti amici e scrittori stanno visitando il Suo interessantissimo sito, hanno anche stampato più volte, il bel testo che ha scritto per me. Il testo è persino segnalato in alcune pagine, cercando il mio cognome nel motore di ricerca Google, ed in altri noti motori italiani.
Per ora, grata della Sua cara amicizia ed attenzione,
La saluto calorosamente, scusandomi per tutto il disturbo che Le arreco.
La Sua
M. Teresa Santalucia





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