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Read "Celebrazione della Pasqua"
poesie_religiose.png SANTA PASQUA 2013
Dal mio poemetto in versi
MOSE' Edizioni dell'Oleandro a cura di Angelo Lippo.
Il capitolo della seconda parte:-
" LA CELEBRAZIONE DELLA PASQUA"

Con i miei più affettuosi auguri pasquali di pace e di
Luce che ci illumini.

segue il testo:-

Celebrazione della Pasqua

A Mosè fu ordinato dal Signore:-
"Devi immolare la Pasqua di sera
nell'ora che fuggisti dall'Egitto
quando declina l'indolente sole

Nel luogo che l'Eccelso t'ha prescritto.
Nei sette giorni come stabilito,
pane non lievitato mangerete
celebrando in onore del pastore

un sacrificio che gli sia gradito:-
due giovenchi un montone e sette agnelli
d'un solo anno perfetti e tenerelli
insieme all'olocausto perpetuo

che rammenti la nomade evasione.
Intrisa d'olio e di fior di farina
la sua oblazione, la sua libagione.
Le vivande rosolate nel forno

consumatele prima di mattina,
al settimo, sarà convegno sacro.
Nel giorno dedicato all'adunanza
vi asterrete dall'opera servile

ed in segno di riconciliazione
alle offese nefaste del peccato,
estratto l'animale dall'ovile
per espiare immolerete un capro.

Tale culto onorate anche in futuro
nei sabati, nelle solennità
Azzimi, Tabernacoli e Capanne
con rituali della festività,

come perenne commemorazione
che proibita sarà per l'uomo impuro
a voi rievocherà l'umiliazione
che v'inflisse Rahab con il Dragone."

L'Araldo volle fare censimento
radunate le vaste dinastie
con i dodici capi d'Israele,
li divise nelle paterne caste.

Iscritti nei papiri degli Annali
si misero di nuovo in movimento
sotto le insegne, i vessilli, le schiere.
Per accudire i timidi animali

presero paglia e fieno in abbondanza.
Sballottati come canneti al vento
i carri si tenevano a distanza
dalla tenda della Testimonianza.

L'audace alfiere si calcò l'elmetto
nascondendo una lacrima furtiva
salutò con la mano il frugoletto
che dietro la sua mamma si schermiva.

L'irace scollettò nella sua tana
e tra le fronde verdi del boschetto
che l'astro con i raggi accarezzava
osservava col timido musetto

la folla che pian piano diradava.
La nube, il giorno solcava il cammino
e di notte la colonna di fuoco
vegliava trepida il loro destino.

Onde evitare nemici sinistri
avanzavano lenti in carovana
con le fanciulle, i bambini, il bestiame
suonando cembali, timpani e sistri.

Nel segno manifesto del Pastore
il cielo già li aveva favoriti,
attraversando l'arida savana
sciamavano con rinnovato ardore.

Di sera procedevano spediti,
i talloni non furono piagati
le tuniche non si logoravano
con meraviglie vennero salvati.

Nei tratturi dardeggiati dall'Austro
abbrutiti da gravosi fardelli
cercavano gli erranti una radura.
Si distesero a terra sui mantelli,

sognavano la rorida frescura
e il miraggio di placidi ruscelli.
Fra il concerto festoso delle stelle
Nelle dune slittavano i cammelli,

ornati al collo di bardi e lunette
appesantiti da faretre e dardi,
simulati con frondose ramaglie
per i giorni di lotte e battaglie.
****** continua




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Data: 17/06/2019
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