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Read Recensione di Pina Frascino
eventi_letterari.png Ringrazio la cara amica Pina Frascino Panussis valente scrittrice e critica letteraria, per la magnifica recensione dal simpatico titolo:-
" E' sempre una questione di codici " dedicata alla mia nuova opera poetica " CODICE INTERIORE" 2012 Editore Cantagalli.

segue il giudizio critico:-

Recensione di Pina Frascino Panussis , scrittrice e critica letteraria
“E’ sempre una questione di codici.”

“Codice interiore” è l’ultimo libro che ho letto di Maria Teresa Scibona e credo anche l’ultimo che ella ha pubblicato in quanto è del maggio 2012. Per me che sono un’incerta credente ed anche una persona poco esperta della dottrina religiosa, il libro ha fatto un’enorme impressione per la pressante unità di fede che lo attraversa.Dopo la perfetta prefazione di Alessandro Fo a noi rimane ben poco da dire, la forza di questa poesia è tutta interiore, è un segreto di Maria Teresa che ella tiene stretto nelle sue mani e pur sapendo che “irraggiungibile pare la meta” “avrò una ricompensa/ sulla vetta e felice / sarò di aver sofferto”. Concordando col critico Alessandro Fo che il libro è costruito sulla fede, l’amore e la speranza, a noi sembra però che la parte preponderante spetti alla fede, una fede che appare in molti versi: “Malgrado l’albagia di labili /preghiere crediamo in te. O in Ergo sum “Spero che il termine ultimo/ la vera certezza sia Dio”. e così via. Tuttavia la poetessa nel corso della silloge si appoggia o meglio evoca molti personaggi spirituali, pilastri della Chiesa: S. Caterina da Siena, il beato Pedro de Betancourt, Padre Pio, S. Francesco, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II°, S. Domenico e ognuno di loro porta in dono o ricorda qualcosa che Maria Teresa ha già. Santa Caterina “creatura colma/d’insaziato ardore/ con la maternità spirituale/ volle per noi perdono illimitato”, lì dove la poetessa è già dolcissima madre; San Domenico che è un bellissimo ricordo infantile: In te aleggia l’impavido / riso dell’infanzia” ; quindi Giovanni Paolo II° che nella sua visita a Siena del 14 settembre 1980 “Ora fortifica con trepide preci / la fede ritemprata e benedici / la fiera gente senese”. Ci troviamo di fronte ad una qualità indiscussa della gente di Siena, ma anche ad una qualità della protagonista di questa silloge. E così via anche tutti gli altri personaggi si allineano con i loro pregi: Madre Teresa di Calcutta < esile e silente>, San Francesco .La poetessa in tutti questi personaggi sembra trovare uno stimolo ed una conferma alla sua già solida fede, al codice non scritto delle scelte di vita, codice che abbraccia l’umiltà e ripudia la ribellione. Ma a nostro avviso questo sentimento di fede sembra consolidare la sua forza e radicarsi ancora di più nella coscienza dell’intera umanità nella ispirata poesia alla Madonna di Lourdes, ove una calma paesaggistica si lega alla calma rassegnata dei cuori dei sofferenti che chiedono grazie. E qui il miracolo è corale, collettivo, non un miracolo per un singolo infermo, ma “una grazia corale concedesti. “Alla mesta visione / dei più funesti mali,/ ognuno grato nel cuore/ riprese sollevato la sua croce/con rinnovata fede.”Il vero miracolo non consiste nella guarigione, bensì nell’accettazione
unanime della sofferenza, nella coscienza partecipata ed unanime del dolore.
La Croce di Dio che è universale nella vallata dei miracoli e che è vera ogni giorno
per ognuno di noi. M.Teresa Scibona scrive poesia religiosa perché vive religiosamente, accosta l’umano al divino; ci commuove e ci fa sorridere per i suoi peccati imperdonabili: l’orgoglio, il rancore, il tempo perso; ma c’è un tempo che lei ha dilatato per scelta e per consenso ed è il tempo della poesia: "Nel mondo che quieto s’addorme/ è nato il Salvatore” e “Solo i pensieri /non sono mai perduti”.

Pisa, 28 luglio 2012 PINA FRASCINO PANUSSIS



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