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Read  "LE IRE DI POSEIDONE"
poesie.png Il testo "Le ire di Poseidone" è dedicato al caro amico Massimo MAUGERI. La composizioe e tratta dal mio " Nutrimenti per l'anima" 2009 - Joker
a cura di S, Montalto, copertina del M° Enzo Santini

Il tutto è corredato, da un' intrigante recensione dello scrittore Marcello TOSI che ringrazio per la Sua provata cortesia.


segue.....


LE IRE DI POSEIDONE
A Massimo Maugeri


Dopo aver schivato le ire
dell’arcigno Poseidone
e i vortici infidi
delle onde sonore;
un giorno approderai
con felice attracco
nella Trinacria solare
odorosa di zagare.

Non più titubante,
con esaltanti scommesse
e fermi sguardi
sui glauchi orizzonti,
tornerai a visitare
la materna terra
pietrosa e ferace,
che ti vide fanciullo.

Siena,Venerdì 18 Gennaio 2008
M. Teresa Santalucia Scibona
Da “ Nutrimenti per l’anima” 2009 Joker, a cura
di Sandro Montalto, copertina del M° Enzo Santini


RECENSIONE SULLA MIA POETICA DI MARCELLO TOSI

Il tempo sospeso della poesia” di Maria Teresa Santalucia Scibona, si offre anche come questo prezioso, piccolo breviario di pensieri in versi, come riverberato dalla luce viva e intensa di emozioni vissute, ricordi, impressioni, ripercorse come lampi del cuore e dialoghi dell’anima.
Animatrice di circoli culturali, serate di lettura, autrice di numerose e premiate pubblicazioni, come di testi che hanno ispirato trascrizioni musicali e opere figurative, presidente del Movimento per la Diffusione della Poesia in Italia, la poetessa senese tesse musica dell’anima. “È essenziale che nella lirica – dice – debba trasparire la limpida sincerità del cuore”. Quelle dei suoi versi sono, per Diana Battaggia, direttore editoriale dei tipi prestigiosi di poesia di Lietocolle: “Parole vive, parola madre che nutre, che alleva, indirizza, comprende, ama”.
Opera finalista al Premio Camaiore 2010, questi “Nutrimenti per l’anima” (Joker) muovono in maniera significativa nel segno del ricordo, dall’omaggio a Quasimodo “Uomo silente dalle molte anime / scrutando avidamente tra le righe” (“La spiaggia di Roccalunera”), come da “Sinfonia per Rimbaud” (“Poeta ammaliatore...tu lieto solchi le celesti marine, / canore e siderali praterie, / obliando le beghe dei mortali”).
E sfuma, vivendo il presente “tra dissolti sentimenti e tremori…con puntigliosa intensità…la tenue candela della vita / teologico senso di precarietà” (“Le mura di Gerico”), il ricordo e l’omaggio agli amici di una vita: Salvatore Niffoi, “il ragazzo” Dante Mafia (“correvi inquieto Dante, lungo / i sentieri virenti di Roseto…”), a Sandro Lombardi, e tanti altri attraverso il cui ricordo traluce la volontà interiore di farsi specchio di serbata memoria.
Lo splendore del recupero perenne del ricordo si situa e guida laddove “l’impronta arcana delle parole / proclamò il senso della propria rivolta”, con lo stupore nello sguardo sempre fisso “ostinato…nell’azzurro del cielo”.
L’antico quadrato magico, “Sator” diviene il simbolico, sublime sigillo della memoria dei luoghi, dell’estasi visionaria della parola, in Rue de Bouchers, così come cogliendo mistico splendore delle scoscese strade di Fontebranda, o ritrovando grazie all’antica malia del ricordo (“L’estate di Rimini”): la “sospensiva gioia di sbiadite ore… nel divieto di vivere / dell’aspra, disarmata malattia”.
Alla fine del giorni si accende “la moviola dei ricordi”, quel “lungo giorno” della poesia e dei sentimenti, che ancora si accende di elogi per l’amore, per la giustizia, per lo spirito, sempre muovendo alla ricerca della ”parola sensitiva”, di quel vortice sapienziale, alchemica mistura, che “vibra nel profondo con suoni di liuto”. Perché per lo scrittore, ricorda con le parole di Siniaski: “non è importante il suo corpo, ma la sua anima”.
L’uomo appare infine, miscuglio di percezioni multiple, tra fiori e paludi, croci e bandiere, di sentimenti alterni che si muovono “nell’antitesi estrema di polvere e stelle”. Ma recisi i legami e il peso delle memorie, la sostanza poetica è tornare alla sua umanissima essenza.

(Marcello Tosi – 29/2/2012



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