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Read LA CONTESA DI VINI
eventi_letterari.png Dopo la spumeggiante serata dei " Poeti in Libertà" del 18 Novembre 2011, svoltasi nel Bastione San Filippo dell'Enoteca di Siena, mi preme ringraziare il Dr. Giuseppe Bonura, Presidente dell'Associazione Culturale Macondo, la splendida attrice Paola Lambardi che ha declamato alcuni brani de " La contesa dei vini" Pascal Editore. Inoltre lo straordinario super Duccio Benocci del quale ripropongo la bella recensione del poemetto che scrisse a suo tempo.

LA CONTESA DEI VINI

È noto, grazie a testimonianze archeologiche, che la produzione del vino ha accompagnato, fin dalle origini, lo sviluppo delle civiltà mediterranee. Abbondano nell’intera letteratura universale cenni al vino, considerato in genere come semplice bevanda alcolica (di introduzione divina), utilizzata per orgiastici baccanali e conviviali simposi. Nell’ultima silloge della Scibona i vini italiani “impettiti come bravi soldatini”, “schierati per regione”, diventano i protagonisti di un’entusiasmante e gioiosa contesa, combattuta a suon di sapori, aromi, attributi nobiliari, portamento e atteggiamento psicologico. I vini di questo poemetto ludico, composto in occasione del settantesimo anniversario della fondazione dell’Enoteca Italiana di Siena, sono protagonisti umanizzati, che “attendono immobili l’epilogo / dell’incerto concorso” in un’atmosfera spasmodica e febbrile. Ogni contendente desidera ardentemente “primeggiar nell’ambita gara” in modo da corteggiare-conquistare la “bionda «Vernaccia» / turrita perla di San Gimignano”. D’altronde, come sostiene la stessa autrice: “Dicono tutti che l’amore / e il vino formano un connubio / armonico, divino.”.
Con questi componimenti dall’alta gradazione di originalità la Scibona ha riconfermato le sue eccellenti doti letterarie e, ancora una volta, non ha escluso l’interiorità o il disincanto poetico; testi intrisi di una sensibilità rara, che prendono le distanze dal reale attraverso il filtro dell’ironia, della parodia, con il recupero della mitologia.
Ventiquattro poesie, veri e propri capolavori di retorica, caratterizzate da aggettivazione sapiente, elementi colti, parole ricercate, stile piano ma elegante e da un gusto particolarmente lussureggiante per la narrazione amplia, dettagliata. Potremmo definire questi versi il risultato di una lunga “ricerca”, di una ricca esperienza, in campo letterario, effettuata da una poetessa che, nonostante i numerosi successi e riconoscimenti, continua a definirsi appartata, con sincera ma ingiusta modestia.
È proprio vero, a leggere le poesie della Scibona (e soprattutto queste ultime) il rischio è di rimanere inebriati…!
M.T.S. Scibona, “La contesa dei vini”, Pascal Editrice, € 10.
Duccio Benocci


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