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Read  " MODERNITA' "
poesie.pngIl testo "Modernità", è dedicato alla mia somma Guida, il Prof. GIORGIO LUTI , di seguito ho voluto riportare la bella prefazione che l'insuperabile Critico Letteraio scrisse per il mio volume:-
" Il Tempo Sospeso " nel 1993 e tradottto in francese dal Prof. Ben Felix Pino

IL TEMPO SOSPESO E LA VITA SEDUTA - PROSPETTIVA EDITRICE
LE TEMPS SUSPENDU ET LA VIE ASSISE

Prefazione di Giorgio Luti

Quando mi accade di aprire una raccolta di poesie che sta per essere pubblicata e che richiede un mio possibile coinvolgimento editoriale, inevitabilmente entro in crisi. Mi coglie un senso di smarrimento e di impotenza, come se dal mio giudizio dipendesse la sorte del libro, il suo destino di sopravvivenza e di durata nel tempo. So benissimo di essere fuori dalla realtà: ciò che penso, ciò che sto per dire conta ben poco. Se la poesia esiste, troverà la sua strada, parlerà per suo conto lasciando alle spalle il mio smarrimento.
Tuttavia non posso far nulla: è stato sempre così. Anche questa volta, di fronte a questo Tempo sospeso che raccoglie tre gruppi di elegie organizzate in un discorso lirico di grande coerenza, non mi sento capace di esprimere ciò che provo; mi convinco di non essere in grado di comunicare agli altri il messaggio che il libro contiene, la sua voce più autentica, quel sottile coinvolgimento al quale partecipo con piena convinzione. Mi domando allora se la responsabilità di tutto questo non sia da attribuirsi a un senso eccessivo di pudore determinato proprio dal fatto che ciò di cui mi sto occupando riguarda un settore tanto soggettivo e privato qual' è quello dell'esperienza poetica. E tuttavia proprio in casi come questo è d'obbligo partire da una constatazione, quantomeno dalla verifica iniziale degli strumen¬ti che si chiamano in causa, cioè dalla originalità e dalla autono¬mia del procedimento linguistico che è messo in atto nel testo.
Debbo riconoscere che proprio in questa dimensione” tecnica” la poesia di Maria Teresa Santalucia Scibona chiede un riguardo particolare, proprio per quel movimento che s’ istiutisce tra la esemplarità delle scelte linguistiche e la conseguente loro utiliz¬zazione, secondo un complessivo dettato poetico che si sviluppa attraverso strutture di particolare raffinatezza ritmica
Ciò che soprattutto vorrei segnalare è l’aderenza che si stabilisce tra il tema di fondo, che è quello della consapevolezza di un destino accettato nella sua drasticità. (“Nell' implacata mente / I finchè perdura / la vulnerata vita,/ oltre colma misura/ ti vo¬glio amare.”: «Mia regina, anche se ogni/ felicità mi è preclu¬sa / né più m 'incanta la tua / corrotta verità, / avverto con ansietà I il tormento della tua assenza»), e la convinta partecipazione ad un itinerario da percorrere fino in fondo senza cedimenti e abbandoni. E’ proprio in questa direzione che mi sembra raggiun¬gere i suoi risultati più persuasivi la serie complessiva delle sezioni elegiache che si articolano secondo una prospettiva di progressivo allargamento, dagli ambiti “terrestri” dell'amore e dell'amicizia a quello della” pura” liberazione nello spazio della preghiera.
I due registri che ho indicato mi sembra raggiungano una loro efficace interazione soprattutto in alcune liriche che ricorrono all’uso alterno dei diversi spazi linguistici ,all’alternanza tra “l’assenza” e ” il recupero” di una consistenza cercata senza risparmio:
“ Lasciamo svanire l’ameno/ tempo delle piccole cose/ e in senso deteriore/ scade la vita./
Felicità consiste dunque/ nel trascurare gli altri?/ L’età fantasma invalicabile/ non consente evasioni. / Nell’autunno maturo / indenni da tensioni sentimentali/ si bramano calmi affetti....”
E ancora. ...” Che importa se il fato/ sghembo e beffardo/ lascia cadere il mio destino/ in un declino inesorabile: //Già non mi sento sola. / Il cuore spento/ e disabitato./ è illuminato dal conforto dell’amicizia”. Come prima dicevo, nelle sue conclusioni l’elegia tende a trasformarsi in una invocazione; l’occhio che osserva il percorso dei giorni
( “La mia non vita/ oscura e solitaria. /Un breviario di giorni perduti/ di eluse occasioni” ),
si solleva oltre i confini del visibile per attingere alla preghiera.” Nella tenda dell'anima/ lacerata da false/ certezze e dal vento/ insinuante del dubbio,/ attendo la Tua visita Signore,/
" et a peccato meo munda me." / Rendimi il senso profondo / dello Spirito e la gioia/ di essere salvata.»
Accanto al movimento ascendente che s'impone come l'aspetto strutturale di maggior rilievo, è presente nella raccolta un costan¬te richiamo alle radici quotidiane dell'ispirazione poetica, agli eventi minuti che allentano il nodo della sofferenza, trasforman¬do la ribellione e il risentimento nel sorriso colpevole di chi non ha lesinato, nel vivere, «sacrifici e fatiche».

Del resto la sospensione del tempo che il titolo della raccolta indica come obiettivo finale della ricerca elegiaca, non può e non deve mettere in crisi le ragioni della storia; le linee portanti di una «geografia» senese che fin dall'inizio, nell’introduzione, stabili¬sce la reale topografia di questo percorso dell'anima che è al tempo stesso pudica riflessione e appassionata testimonianza.
Così dagli angoli del ricordo torna ad apparire l'antica “città della Vergine" di tozziana memoria, riaffiora l'immagine delle torri mozze che delimitano il sentiero di pietre intorno alla città mistica e profana». Chi ha cercato senza risparmio le fonti spirituali del proprio destino umano ,non ha dimenticato la voce collettiva del suo popolo, una voce ricca di tradizioni,
fiera della propria libertà: “... La Vergine Signora/ delle mura sventa i perigli. / Un calmo
timoroso / abbandono consente /al popolo senese/ virile libertà di vita/ e un volontario isolamento. // Popolo fiero il mio,/ ostinato belligerante./ Fido custode di reperti ,/degno di
somma gloria/ per quella vittoriosa Monteaperti / che fece storia...” Ora da questa dimensione
“ passionale”, può nascere la sottile musicalità dell’elegia.

Firenze, settembre 1993



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